Cambio di passo all'Asm: urgenti nuovi investimenti

È necessario un cambio di passo. Un cambio di paradigma all'interno dell'Asm dell'Aquila. Il nuovo amministratore unico avrà un compito importante e difficile, ricco di sfide necessarie al rilancio dell'azienda. Un'azienda dove l'età media supera i cinquant'anni e conta più di una dozzina di lavoratori ai quali mancano due o tre anni per raggiungere la sospirata pensione. Sono operai che ogni giorno sono sulla strada garantendo il servizio di raccolta dei rifiuti attraverso il metodo del "porta a porta". Un servizio spesso svolto con automezzi non idonei a tale tipologia di raccolta, con cabine alte dalle quali l'operatore, nell'espletamento del proprio lavoro, è costretto ripetutamente a salire e scendere per centinaia di volte durante il suo itinerario. È necessaria, quindi, un'azione congiunta tesa alla salvaguardia della salute dei lavoratori con un'età anagrafica elevata, attraverso un loro sempre più diffuso impegno in servizi collaterali al cosiddetto core business - oggi rappresentato dal servizio "porta a porta" - nonché attraverso una rivisitazione degli itinerari di raccolta al fine di una equa distribuzione dei carichi di lavoro. A tal fine è altresì necessario un serio investimento teso all'ammodernamento dell'autoparco aziendale. Non v'è chi non veda come tali azioni, congiuntamente ad altre problematiche, che prioritariamente si collocano nell'alveo della tutela delle condizioni di lavoro, devono tornare ad avere legittimità in sede di relazioni sindacali, ad oggi carenti e non finalizzate alle soluzioni dalle tante problematiche affrontate quotidianamente dagli operatori. A nessuno sono sfuggite le recenti notizie riportate dagli organi di stampa in merito all'ormai nota vicenda dell'acquisto da parte di Asm dei dispositivi individuali di protezione in occasione della scorsa adunata degli alpini. Occorrerebbero pagine intere per riassumere la vicenda. Questa organizzazione sindacale non è giudice. La magistratura farà il suo lavoro e trarrà le proprie conclusioni. Innanzitutto certezza e la corretta applicazione dei principi di buona amministrazione e imparzialità, che sono a fondamento della normativa sull'anticorruzione e sulla trasparenza delle azioni svolte dalle società partecipate. Una cosa è certa: la tutela della sicurezza dei lavoratori dev'essere il nucleo sul quale ruotano i servizi operativi; troppi infortuni, finanche mortali, si registrano nel settore dell'igiene urbana in tutto il territorio nazionale. Fermo restando che l'azienda è a totale capitale pubblico - e tale deve rimanere - è altresì necessario pensare a un processo che preveda il passaggio, come tra l'altro è previsto per l'intero comparto dell'igiene ambientale, da una realtà aziendale ad una industriale. Ciò vuol dire investimenti che permettano di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti quale completezza del servizio erogato anche finalizzato ad una riduzione dei costi affrontati dai cittadini. Un servizio che può essere esteso anche ai comuni del circondario aquilano ad oggi non serviti da Asm, ipotesi sfiorata e legittimamente rimessa alle scelte dell'ente nella deliberazione di Giunta comunale dello scorso 25 settembre in materia di revisione straordinaria delle partecipazioni azionarie del Comune dell'Aquila. Nelle società partecipate abbiamo bisogno di un solo ingrediente, ossia l'etica, nell'affrontare la revisione della gestione delle aziende.

 

Francesco Marrelli e Ezio Coletti, Fp-Cgil L'Aquila


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