Asl. Bloccato l'atto aziendale, una beffa per le aree interne: pronti alla mobilitazione

Apprendiamo dagli organi di stampa, con stupore e preoccupazione, che la Direzione del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Abruzzo avrebbe adottato un provvedimento con il quale verrebbe "sospeso" l'Atto Aziendale della Asl n.1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila.
Non vorremmo che in conseguenza di tale atto si determini il blocco delle procedure di stabilizzazione del personale precario. Procedure avviate di recente a seguito dell'approvazione, solo a fine novembre, del piano assunzioni della Asl da parte della Regione Abruzzo, piano che già di per sé non ritenevamo sufficiente a ripristinare uno standard quantitativo minimo di personale utile a garantire i livelli minimi essenziali.
Ricordiamo che la situazione riguardante il personale della Asl è già di per sé fortemente compromessa essendo carente, rispetto al fabbisogno di personale, di circa 700 unità lavorative dei vari profili professionali, con le evidenti conseguenze negative sulla qualità delle prestazioni erogate, sulla garanzia dei livelli minimi di assistenza, sulle liste di attesa e sui diritti dei lavoratori, i quali stanno prestando la loro opera in condizioni massacranti vedendosi frequentemente negato il diritto alla fruizione delle ferie, la giusta retribuzione per il lavoro svolto, i riposi minimi obbligatori in dispregio della vigente normativa (L.161/2014) che con l'attuale dotazione organica viene quotidianamente disattesa. A tutto ciò si aggiunga che nel corso del corrente anno numerose saranno le cessazioni dal servizio a seguito della cosiddetta Quota 100, che si andranno ad aggiungere a quelle già stimate dalla stessa Asl con consequente, ulteriore diminuzione della forza lavoro già di per sé insufficiente.
Riteniamo, al contrario di ciò che si starebbe paventando, urgentemente necessario un piano straordinario delle assunzioni nella Asl n.1, partendo dalla conferma delle procedure di stabilizzazione avviate di recente ma riguardanti l'annualità 2018, alle quali si devono immediatamente aggiungere le procedure di stabilizzazione degli oltre 400 lavoratori precari nella programmazione 2019-2020 e l'immissione di nuovo personale in ruolo fino a raggiungere l'effettiva capienza della dotazione organica. Tutto ciò al fine di invertire una grave tendenza che è quella della riduzione di personale finalizzata alla quadratura dei conti e al soddisfacimento degli indirizzi del tavolo di monitoraggio, tendenza che se venisse confermata comporterà la desertificazione dei reparti e delle corsie.
Ormai la Sanità Pubblica è al collasso, rivolgiamo un appello pubblico al neo eletto presidente della giunta regionale e ai sindaci della provincia dell'Aquila affinché venga garantito il diritto costituzionale alla Salute, garantendo nel contempo i diritti dei lavoratori e l'effettiva fruibilità dei servizi da parte dei cittadini delle aree interne. Torniamo a ribadire la necessità di un intervento urgente in sanità pubblica finalizzato a un'inversione di tendenza sull'inesorabile processo di spopolamento, che può essere evitato solamente attraverso un miglioramento e implementazione dei servizi, con una efficace integrazione tra ospedale e territorio.
Se tale grave notizia dovesse essere confermata, con tutte le conseguenze negative di un eventuale blocco delle procedure assunzionali, nelle prossime ore la Cgil, congiuntamente alla Funzione Pubblica Cgil, al fine di dare seguito agli atti già emanati per la stabilizzazione del personale e per riaccendere i riflettori sulla grave carenza di personale all'interno della Asl n.1, attiverà tutte le procedure per la mobilitazione del personale, delle istituzioni e dei cittadini, chiedendo una convocazione immediata della Regione Abruzzo e della Asl n. 1 da parte del Prefetto dell'Aquila.

 

Francesco Marrelli, segretario generale Cgil provincia dell'Aquila          Anthony Pasqualone, segretario generale Fp Cgil provincia dell'Aquila


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