News del 11/09/2018
Zona Economica Speciale: una opportunità che l’Abruzzo non può perdere
L’allarme dei sindacati, che sollecitano la Regione a cambiare passo
Zona Economica Speciale: una opportunità che l’Abruzzo non può perdere

La scelta della Regione Molise di aderire ad una ZES interregionale con la Puglia non deve pregiudicare la possibilità che anche l'Abruzzo realizzi una Zona Economica Speciale, che può favorire lo sviluppo delle imprese già operanti nel territorio e l'insediamento di nuove attività industriali.
La Regione Abruzzo, con decreto di giunta 593 del 7 agosto scorso, ha deliberato per l'istituzione della ZES con la Regione Molise, mentre già cinque giorni prima questa aveva a sua volta presentato richiesta formale di adesione alla Zona economica speciale "Adriatica", in corso di istituzione da parte della Regione Puglia.
Tutto da rifare dunque, tanto tempo perso e il rischio concreto di perdere questa importante opportunità. Bisogna cambiare passo immediatamente. Cgil Cisl Uil chiedono alla giunta regionale di attivarsi per presentare una nuova candidatura all'istituzione della ZES, e conseguentemente redigere il piano di sviluppo strategico e la perimetrazione delle aree da includere. Chiedono inoltre di essere di essere urgentemente convocate per discutere nel merito ponendo subito la necessità che la ZES abruzzese sia un vero strumento di politica economica ed industriale della regione e non una mera agevolazione fiscale a pioggia per alcune imprese.

La ZES dovrà essere accompagnata da investimenti in infrastrutture materiali e immateriali (che oggi sono assolutamente carenti) e tutti gli attori in campo dovranno agire in una logica di sistema per sviluppare una grande opportunità di internazionalizzazione delle imprese, a partire da quelle dimensionalmente più piccole.
Con la costituzione delle ZES l'Abruzzo deve riuscire in tempi rapidi ad aprire uno sbocco commerciale con il mondo, ad innovarsi e a dotarsi di infrastrutture adeguate, solo così potrà attrarre investimenti, creare lavoro e rifuggire dal rischio di una pericolosa deindustrializzazione.

 

Sandro Del Fattore, Cgil Abruzzo       Leo Malandra, Cisl Abruzzo Molise       Michele Lombardo, Uil Abruzzo

 


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