News del 09/04/2019
Trasporto pubblico locale, sull’Abruzzo altro taglio da 8 milioni
I fondi accantonati dal governo per riequilibrare previsioni che potrebbero rivelarsi sbagliate
Trasporto pubblico locale, sull’Abruzzo altro taglio da 8 milioni

Non bastava il taglio di risorse dal bilancio regionale attuato dalla precedente giunta e che ha messo in ginocchio l'intero comparto del trasporto pubblico locale abruzzese, non bastavano le penalizzazioni sempre in termini di risorse introdotte qualche anno fa dal governo nazionale a discapito delle regioni che falliscono gli obiettivi di efficientamento basate principalmente sul mancato aumento dei viaggiatori trasportati: ora si prospetta una nuova e più pesante scure in grado di determinare un vero e proprio collasso per il trasporto pubblico locale (Tpl) abruzzese.

 

IPOTECATI 2 MILIARDI DI TAGLI DI CUI 300 MILIONI AL TRASPORTO LOCALE

 

La legge di bilancio 2019 approvata dal Parlamento italiano ha accantonato infatti, dichiarandoli indisponibili, 2 miliardi di euro provenienti da vari capitoli allo scopo di riequilibrare probabili sbilanciamenti degli andamenti tendenziali di finanza pubblica in funzione dei dati reali sul deficit e sul prodotto interno lordo, che a quanto pare risultano assai diversi rispetto alle previsioni ottimistiche formulate a inizio anno dal governo. E in questo accantonamento prudenziale di 2 miliardi da destinare al Fondo di salvaguardia dei conti pubblici dello Stato sono inclusi anche 300 milioni di euro derivanti dal Fondo nazionale trasporti, che notoriamente serve a finanziare il trasporto pubblico locale delle Regioni a statuto ordinario.

 

PER L'ABRUZZO UNA SCURE DI 8 MILONI SU TRENI E AUTOBUS

 

In relazione alla percentuale di ripartizione pari al 2,69% attribuita storicamente alla Regione Abruzzo, e rapportandola ai 300 milioni di accantonamento, si potrebbe determinare nel corso dell'anno un taglio di risorse pari a circa 8 milioni, senza averlo peraltro previsto nel bilancio regionale. Ciò significherebbe inevitabilmente minori entrate per onorare i contratti di servizio in corso del trasporto pubblico locale, ai quali la Regione dovrebbe far fronte riducendo le corse dei treni e degli autobus o aumentando sensibilmente le tariffe dei mezzi pubblici. Uno scenario davvero preoccupante per un settore che già sconta pesanti difficoltà, e non a caso a lanciare il grido d'allarme è già intervenuta, oltre ai sindacati nazionali di categoria, la stessa Conferenza delle Regioni, che in un documento approvato giovedì dalla Commissione infrastrutture ha chiesto al governo di «individuare capitoli di spesa alternativi sui quali accantonare la somma complessiva di 300 milioni di euro».

 

LA REGIONE ABRUZZO E IL PRESIDENTE MARSILIO INTERVENGANO SUL GOVERNO

 

La Cgil e la Filt Cgil Abruzzo Molise, nell'unirsi a questo grido di allarme, provvederanno oggi stesso, in occasione di uno specifico incontro che si terrà a Pescara presso la sala giunta della Regione con il sottosegretario alla Presidenza con delega ai trasporti, Umberto D'Annuntiis, a sollecitare la giunta regionale e il presidente Marsilio affinché intervengano sul governo nazionale per scongiurare questo pericolo.

 

Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo Molise           Franco Rolandi, segretario generale Filt-Cgil Abruzzo Molise


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