News del 14/09/2018
Lavoro, dietro i numeri tanta preoccupazione per il futuro
I commenti della Cgil regionale dopo il rapporto trimestrale dell’Istat
Lavoro, dietro i numeri tanta preoccupazione per il futuro

"Il dato dell'Istat pone in evidenza ancora una volta una marcata distinzione tra i territori del Paese: se da un lato cresce l'occupazione, dall'altro va tenuto in considerazione che nell'area del Mezzogiorno il saldo occupazionale, rispetto al dato pre-crisi, è ancora ampiamente negativo e il recupero riguarda soprattutto l'occupazione a tempo determinato".
Sono le parole con le quali Rita Innocenzi, della segreteria regionale della Cgil Abruzzo, commenta i dati diffusi dall'Istat sull'occupazione nel secondo trimestre dell'anno. Un report trimestrale che la giunta regionale aggiunge a quelli precedenti per affermare che in questa regione è in corso una leggera ripresa: 505mila lavoratori attivi, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre i disoccupati sono passati dai 64mila del secondo trimestre 2017 ai 62mila di quest'anno; allo stesso modo si sono ridotti gli inattivi, ovvero coloro che non hanno e non cercano un lavoro.
Numeri che vanno letti con molta prudenza e poca enfasi, come la Cgil regionale ha già sottolineato nei mesi scorsi, perché in Abruzzo i problemi sono tutt'altro che risolti, perché il lavoro manca, perché la povertà e la vulnerabilità sociale sono diffuse. E anche perché - restando ai numeri dell'occupazione e del lavoro in Abruzzo - ci vuole davvero poco a capire che l'occupazione che cresce non è quella stabile, le assunzioni a tempo indeterminato, ma l'occupazione precaria, i contratti a termine, il lavoro dequalificato e a bassa retribuzione, il part-time involontario.
E' anche per tutto questo, conclude la Innocenzi, che secondo il sindacato regionale "resta il fatto che in Abruzzo, come nel resto del Mezzogiorno, molti cittadini si sentono ai margini della nostra dissertazione sui dati, perché guardano al futuro con grande preoccupazione e tale preoccupazione risiede nell'incertezza di avere per sé e per i propri figli un lavoro in grado di garantire dignità".


www.abruzzo.cgil.it ~ info@abruzzo.cgil.it