News del 01/10/2018
Bussi, insieme ai veleni resta un futuro a rischio
La nota di Cgil Abruzzo e Camera del lavoro di Pescara dopo la sentenza della Cassazione
Bussi, insieme ai veleni resta un futuro a rischio

Per concludere la battaglia legale ci sono voluti anni. Al termine dei quali la Cassazione, un paio di giorni or sono, ha deciso che la sentenza con la quale la Corte di appello dell'Aquila aveva condannato alcune persone per aver prodotto a Bussi sul Tirino quella che è stata definita la più grande discarica di rifiuti tossici d'Europa deve essere considerata una sentenza da riformare. Della pronuncia della Cassazione e delle vicende processuali in questi giorni si stanno occupando tutte le testate giornalistiche abruzzesi, dunque chi volesse saperne di più può leggere un paio di articoli pubblicati dal quotidiano regionale "Il Centro" e che alleghiamo in questa pagina. Sulla vicenda inoltre sono intervenute la Cgil Abruzzo e la Camera del lavoro provinciale di Pescara, lo hanno fatto per rendere pubbliche le loro considerazioni ma anche per esprimere una grande preoccupazione per quello che potrà accadere.

 

<La sentenza della Cassazione sulle responsabilità della discarica dei veleni di Bussi rischia di condannare all'abbandono e al degrado quella parte del territorio e tutta la comunità locale. Non solo non sono ancora accertate le responsabilità dopo anni che si trascina una vicenda di tale gravità, ma il fatto che i reati cadano in prescrizione lasciando il territorio al più totale abbandono e al profondo degrado non è ammissibile. Detta sentenza, tra l'altro, crea un precedente pericoloso per le diverse zone soggette a bonifica in tutta Italia: ciò che non deve accadere è che a seguito della prescrizione decada l'obbligo per l'inquinatore di finanziare la bonifica. Questo è un rischio da scongiurare su Bussi, dove chi ha inquinato, la Montedison, deve essere obbligata al pagamento della bonifica così come indicato dalle istituzioni pubbliche.

L'accertamento delle responsabilità e la condanna di chi le ha commesse avrebbe consegnato la speranza di un rilancio del territorio, con una bonifica finalizzata a mettere in sicurezza ambiente e territorio, generando attività produttive, servizi e posti di lavoro, valorizzando le aree interne. Questa sentenza però rischia di mettere una pietra tombale sul futuro di quell'area.
Nell'esprimere tutta la nostra preoccupazione, riteniamo che la Regione Abruzzo debba attivarsi con la massima urgenza, coinvolgendo tutte le parti interessate, a partire dal Ministero dell'Ambiente, per definire modi e tempi certi per la realizzazione del progetto di bonifica e per restituire ad una comunità già fortemente segnata da questa vicenda un futuro>.

 

CGIL ABRUZZO         CGIL PESCARA

 

 

P.S. In allegato due articoli con i quali il quotidiano abruzzese "Il Centro" ha dato notizia della sentenza


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